Un progetto pilota che puntando sul tema della cucina e della multietnicità (la preparazione del cibo, la valorizzazione di sapericome il cucinare, la conoscenza e lo scambio tradizioni culinarie delle diverse culture), renda attuabile un programma di coesione tra comunità di diversa cultura e provenienza, tutte residenti in uno dei Quartieri più difficili di Napoli, i Quartieri Spagnoli.

 

Un progetto che dia spazio a un nuovo modello di coesione e convivenza attiva, impostato sul coinvolgimento delle donne delle diverse comunità presenti nei Quartieri Spagnoli, sollecitate a conoscersi e lavorare insieme in una dimensione inizialmente esperienziale e di conoscenza delle reciproche culture, tradizioni, condizioni femminili, poi – nel secondo anno – assuma una dimensione anche imprenditoriale, per la produzione alimentare e la partecipazione a un’offerta di ristorazione multietnica, offrendo alle Donne dei Quartieri Spagnoli uno sbocco professionale, pur mantenendo la loro soggettiva vocazione artigianale in cucina.

 

Il progetto focalizza nel primo anno l’attenzione sulla creazione di uno spazio in cui sperimentare e costruire coesione sociale e rinnovata consapevolezza del sé femminile, un luogo per lo “sviluppo di comunità” inteso come approccio che consente ai soggetti locali di partecipare attivamente, esprimendo le proprie capacità e risorse in modo da rispondere ai bisogni/desideri che emergono dal contesto sociale di appartenenza.

 

Le donne che vivono nei Quartieri Spagnoli, sia native italiane che immigrate, sono portatrici di una domanda non emersa di emancipazione, socializzazione, pre-formazione. Dentro carriere di povertà assoluta, vivono condizioni NEET e restano segregate in casa anche per allevare il bambino proprio o della figlia, che non trova così cure idonee. Queste donne hanno bisogno di uno spazio di ascolto, sostegno, accoglienza psicosociale per sostenerne l’emancipazione, l’attivazione, la soggettivazione, con counseling di gruppo e personalizzato e accompagnamento verso servizi specializzati.

 

Per questo motivo abbiamo pensato di dar vita a un progetto che vuole far leva sulle competenze e sui saperi che, si suppone,ogni donna possieda già, cioè “l’arte del cucinare”. Attraverso la preparazione del cibo, la valorizzazione di saperi come il cucinare, la conoscenza e lo scambio tradizioni culinarie delle diverse culture, il progetto vuole innescare processi di conoscenza, riconoscimento culturale e inclusione sociale, che permetteranno di meticciare sapori e saperi diversi e potranno essere il punto di partenza che condurrà un gruppo di donne a intraprendere un percorso lavorativo nel settore alimentare e della ristorazione, che potrà trovare nel rinnovato appeal turistico dei Quartieri Spagnoli i prodotti per una ristorazione e una produzione da vendita originale.

 

Il progetto prevede: ricerca e individuazione delle donne di comunità immigrate e di comunità native, selezione e avviamento al progetto; organizzazione di percorsi di coesione, condivisione, informazione e conoscenza, formazione e inclusione: attività curate da esperti per alimentare le capacità di interazione tra donne e tra culture diverse; per valorizzare e mettere a patrimonio e a fattore comune i reciproci saperi comuni; per raffinare e sistematizzare le competenze di cucina e alimentazione; per studiare le norme e le regole di produzione di alimenti, acquisendo anche ogni donna la certificazione HACCP; Il progetto si sviluppa a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, area ad alta fragilità sociale abitata da persone native italiane e da persone immigrate da altri paesi, rispetto ai quali due gruppi il progetto si propone di svolgere azioni di inclusione e coesione sociale reciproca, di empowerment, formazione, lavoro.

 

Si stima di coinvolgere nel primo anno 50 donne dei Quartieri Spagnoli, donne di origine italiana e di origine e provenienza da altri Paesi; si stima di avviare le azioni formative con 30 donne, diriuscire a trattenere nell’impegno annuale di formazione 10 donne.
Avranno priorità nell’accesso alle diverse fasi del progetto le madri inoccupate, disoccupate, NEET, che saranno anche disponibili a far accogliere i propri figli nel nido o nella scuola dell’infanzia durante le ore di svolgimento dei corsi. Donne disponibili a costruire insieme un progetto che trasformi il futuro di chi vi partecipa: le donne immigrate e le donne italiane che vivono nei Quartieri Spagnoli.
Sono destinatari indiretti dell’intervento: -le famiglie e la comunità dei Quartieri Spagnoli che sarà interessata dal progetto e ne beneficerà in termini di arricchimento dell’offerta presente sul proprio territorio e a loro rivolta. Questi diversi gruppi sociali e generazionali saranno raggiunti attraverso il rapporto diretto e personalizzato (cui sarà possibile accedere per il coinvolgimento dei diversi attori della comunità educante che opera nei Quartieri Spagnoli) così come attraverso una capillare attività di comunicazione e promozione, che consisterà in una intensa attività rivolta alla stampa e agli organi di informazione, come nella diffusione di materiali stampati.

 

I Quartieri Spagnoli di Napoli sono area ad altissima fragilità sociale ed economica. Sono abitati da un’elevata percentuale di popolazione straniera (residente e inoccupata poco integrata nella già fragile comunità sociale di riferimento) e di donne napoletane che vivono in condizioni di povertà. Queste corpi sociali diversi non comunicano tra loro e si evitano perché non si conoscono. Sappiamo che in questi luoghi della fragilità sociale, per innescare un vero progetto di inclusione che dia vita ad una vera comunità, è necessario che i soggetti condividano esperienze di vita e lavorative. Sappiamo anche che proprio in questi quartieri, più degli uomini, sono le donne i soggetti su cui fare leva per mettere in moto processi di inclusione ed emancipazione. Le donne, infatti, se adeguatamente coinvolte, possono essere promotrici di strutturali processi di sviluppo, per se stesse e per il proprio nucleo familiare.
Il progetto focalizza l’attenzione sulla creazione di uno spazio in cui sperimentare e costruire coesione attraverso il coinvolgimento delle donne delle diverse comunità residenti nei Quartieri Spagnoli.

 

Un progetto per lo “sviluppo di comunità” inteso come approccio che consente ai soggetti locali di partecipare attivamente esprimendo le proprie capacità e risorse in modo da rispondere ai bisogni/desideri che emergono dal contesto sociale di appartenenza.
 Obiettivo è costruire innanzitutto uno spazio di ascolto, sostegno, accoglienza psicosociale e di contatto, conoscenza, confronto tra donne appartenenti a diverse comunità linguistiche e culturali. Poi, per il gruppo multiculturale così costituito, la costruzione di un percorso per l’emancipazione, l’attivazione, la soggettivazione. Attraverso la preparazione del cibo, la valorizzazione di saperi come il cucinare, la conoscenza e lo scambio di tradizioni culinarie delle diverse culture, il progetto vuole innescare all’interno dell’intera comunità dei Quartieri Spagnoli processi di conoscenza, riconoscimento culturale e inclusione sociale. Dentro carriere di povertà assoluta, le donne spesso restano segregate in casa, eppure rappresentano il baricentro attorno cui ruota la famiglia e la comunità. Si vuole che il progetto determini un cambiamento per le donne che vivono nei Quartieri Spagnoli, sia native italiane, sia immigrate, in quanto portatrici di una domanda non emersa di emancipazione, socializzazione, pre-formazione. In questo progetto sono coinvolti Associazione di promozione sociale “Piedi per la Terra” e l’Associazione di promozione sociale “Napoli Children”.