Io so e ho le prove

testo | regia | con
Giovanni Meola
e con | musiche originali
Daniela Esposito

liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Imperatore

Lo spettacolo, libero adattamento dal titolo omonomo, racconta la ‘conversione di un ex-manager bancario’ che, dopo un quarto di secolo al servizio della più importante banca italiana, ne è uscito denunciandone tutte le nefandezze, comuni all’intero settore bancario nazionale ed internazionale negli ultimi due decenni. In questo monologo non ci sarà, però, un solo corpo in scena, bensì due: affianco all’attore, una musicista e rumorista, nonché attrice muta.
La messinscena diventa così un racconto per corpo e parole ma anche per suoni e rumori, un incontro a volte sopra le righe, altre volte ironico, altre ancora serrato e diretto. IO SO e HO LE PROVE non è quindi del tutto un monologo, la sua drammaturgia scenica si avvale di un’altra presenza in grado di incarnare in maniera più o meno indiretta, attraverso suoni, vocalizzi, e composizioni musicali originali, personaggi e ‘segni’ che l’epopea dei due decenni di esuberanza e scelleratezza bancaria senza freni ha creato, andando poi a sbattere nella grande crisi del 2008. Un lavoro urgente, in questo momento storico, nel quale migliaia di risparmiatori devono fare i conti con i default dei loro istituti bancari. Enzo, di estrazione popolare ma ambizioso, si trova al posto giusto nel momento giusto: la deregulation del sistema bancario. In questo modo, fa carriera e soldi per più di vent’anni. Poi… la conversione. Che, come tutte le conversioni, è irta di ostacoli, contraddizioni, difficoltà. Ma Enzo è ostinato e vuole diventare un uomo diverso e perciò crea un’azienda che difende dagli abusi delle banche. Così ora si trova ad accompagnare un suo cliente, un imprenditore vessato dalla propria banca ma che ha bisogno vitale di un fido, ad un incontro con una funzionaria piacente, alta e snella, una di quelle serialkiller per le quali lui, da manager, stravedeva (…perché le femmine sanno come far mettere una firma molto più di noi uomini). Enzo riuscirà ad evitare al suo cliente la sorte che lui, inesorabilmente, faceva fare invece, a parti invertite, a imprenditori come quelli, contribuendo così alla distruzione dell’economia reale?

Corte dell’Arte – FOQUS
venerdi 19 novembre, ore 21.00
Durata 1h+10min

ingresso 15 euro
per info e prenotazioni:
info@wunderkammernapoli.it

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