Diventare Psicologo Dirigente in Campania

Convegno 22 novembre 2019 a Foqus

AltraPsicologia è l’associazione nazionale di categoria degli psicologi che si occupa di politica professionale, nata nel 2005 per promuovere un miglioramento della cultura psicologica e della professione di psicologo, intende rappresentare i circa 90.000 Psicologi e Psicologhe iscritte/i all’Ordine. Attualmente AltraPsicologia conta alcune migliaia di associati e continua con il suo impegno nelle istituzioni e nella società civile per l’informazione, la tutela e la promozione della psicologia in tutti i settori. Amministra diversi Ordini regionali e la cassa di previdenza ENPAP, oltre a essere presente in minoranza in molti altri Ordini regionali. Il suo vertice è tenuto da un direttivo di nove persone eletto dai soci ordinari e il presidente è Federico Zanon e vicepresidente Gaetana D’Agostino.

AltraPsicologia si ispira a principi di colleganza, qualità, etica (rispetto e chiarezza), coerenza e innovazione. Dalla sua nascita nel 2005 AltraPsicologia si è occupata attivamente della politica professionale degli psicologi portando un migliaio di persone in piazza a Roma per evitare il passaggio della psicologia clinica a medicina. Nel 2006 l’associazione ottiene i primi consiglieri in alcuni Ordini professionali e inizia a informare costantemente i colleghi di quanto accade nelle istituzioni e, soprattutto, di come sono utilizzate le risorse. Grazie a questa attività l’associazione ha sempre più seguito e sostenitori e, nel 2009, sono eletti i primi consiglieri anche nel Consiglio di Indirizzo Generale della cassa previdenziale (ENPAP) e vince le elezioni in Lombardia andando così ad amministrare l’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Nel 2012, grazie all’attività dei suoi consiglieri nel Consiglio di Indirizzo Generale, è in prima fila a denunciare lo scandalo dell’allora presidente ENPAP per l’acquisto dell’immobile di via della Stamperia a Roma chiedendo le sue dimissioni con una mozione sostenuta da più di 8000 iscritti. Nel 2013 vince le elezioni e ottiene il governo dell’ENPAP impostando la gestione sui propri valori e distinguendosi per trasparenza. Dal 2014 vince le elezioni e amministra l’Ordine del Lazio, del Piemonte e delle Marche, oltre ad avere altri consiglieri eletti in diverse regioni italiane.

Masaniello il Calamaro

Inaugurazione dell’installazione di E. Tatafiore 7 dicembre 2019 a Foqus

Ernesto Tatafiare ha realizzato un’installazione dal nome “Masaniello il Calamaro” che sarà accolta e presentata al pubblico a Foqus sabato 7 dicembre ore 18. L’opera va a popolare la Galleria di Arte Contemporanea che sarà avviata nella cinquecentesca corte della Fondazione Quartieri Spagnoli e che già accoglie opere di Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Umberto Manzo.

BIO – Laureatosi in medicina, Ernesto Tatafiore (Marigliano, 1943) si specializza in psichiatria, praticando contemporaneamente la professione medica e quella di artista. Nel 1969, in occasione della prima personale alla Modern Art Agency di Napoli, presenta sagome di carta di pantaloni, camicie e sedie, mentre dai primi anni Settanta realizza installazioni di grandi dimensioni in cui le tele invadono anche lo spazio espositivo. Del 1977 sono le prime sculture in ferro, estremamente minimali e dal forte significato simbolico, in cui spesso compare il numero 1 capovolto, forma stilizzata della ghigliottina. La Storia e la Filosofia diventano i grandi temi, o i pretesti, con cui l’artista costruisce un vocabolario segnico composto da figure rese con un disegno netto e con colori senza ombreggiature, a cui impone continui sconfinamenti semantici, oscillanti tra la storia privata e quella universale, con una sottile, energica sfumatura ironica. Questa continua tensione sorregge una ricerca che Achille Bonito Oliva ha definito “neoilluministica”, perché volta a indagare il legame etico che unisce l’arte alla storia, in un impegno etico e civile in cui si intrecciano memoria e vita, presente e passato.

Legato alla galleria di Lucio Amelio, Tatafiore nel 1980 partecipa a Aperto ’80 nell’ambito della Biennale di Venezia e, elaborando un linguaggio pittorico in sintonia con la poetica della Transavanguardia, partecipa alle più importanti rassegne internazionali di quegli anni. Tra le costanti iconografiche rintracciabili nel lavoro di Tatafiore, anche la figura femminile assume un ruolo privilegiato, personificazione ora della Storia, ora della Virtù, ora della Religione. Dei primi anni Ottanta sono le prime opere sulla Rivoluzione francese e i suoi miti: Robespierre, Marat, la Dea Ragione, la Ghigliottina, Maria Antonietta. Robespierre, personaggio a cui è intitolata la scultura in collezione, è scelto quale emblema dell’eterno conflitto e dell’esasperazione della virtù, soggetto in grado fare risaltare con evidenza le contraddizioni tra ideali politici ed emozioni umane. Motti, giochi di parole, scritte, frasi e paradossi, appaiono nei dipinti, chiosando l’esistenza di forme che, negli anni, si arricchiscono di riferimenti iconografici. Numerosi sono anche i riferimenti tratti dalla cultura partenopea – Masaniello, Maradona, le Sirene, il Vesuvio, iconografia del dipinto in collezione Pittore di fuoco (1985).